Windows Server 2008 R2 Hyper-V è la versione di Windows Server più completa, affidabile e potente mai realizzata, con funzioni di gestione dinamica capaci di ridurre i costi di gestione e una piattaforma di virtualizzazione completa.
Per saperne di più guardate il video seguente, dove Leonardo Torretta, Product Manager Windows Server di Microsoft Italia, ci spiega nel dettaglio le caratteristiche.
Hyper V è al centro della strategia di virtualizzazione di Microsoft. Si tratta dell’hypervisor che fornisce servizi di virtualizzazione dei server e vi dà tutte le funzionalità per creare il vostro stack di macchine virtuali. Fornisce inoltre servizi di virtualizzazione dei desktop , ideali per virtualizzare immagini, e si integra con strumenti di management come Virtual Machine Manager, proprio perchè una volta create tutte le istanze per macchine virtuali sia server che client c’è bisogno di uno strumento per la gestione.
Un altro elemento importante per la strategia di Hyper V è il private cloud, in cui gli elementi tipo il management, il self service e il virtualizzatore interagiscono tra di loro.
La strategia verso il futuro è chiaramente quella di andare verso un hybrid cloud, con quindi la possibilità di utilizzare nel “virtualization space” anche delle risorse presenti su data center pubblici nel cloud.
Hyper V nasce in Windows Server fin dai tempi di Windows Server 2008 e si evolve nel 2009 col rilascio di Windows Server 2008 R2. Con la Service Pack 1 sono state aggiunte funzionalità relative alla memoria e alla capacità grafica delle macchine client. Nella strategia e nella roadmap di Microsoft c’è chiaramente Windows Server 8, che arriverà in futuro e che si focalizzerà molto sulla parte di hypervisor.
Dal punto di vista tecnologico, l’hypervisor è quello strato di base che si appoggia sul vostro server fisico e che vi espone una serie di funzionalità. Bisogna innanzitutto sottolineare il fatto che sia Windows Server, che significa un’interfaccia familiare per tutti i clienti che si trovano un Windows Server installato. Non è necessario imparare un nuovo ambiente di virtualizzazione in quanto conoscono già Windows Server e lo possono abilitare con dei semplici comandi. Garantisce delle funzionalità per aumentare la densità delle macchine virtuali, quindi per sfruttare gli hardware sempre più potenti che abbiamo a disposizione, implementa delle funzionalità di Green IT, con la funzionalità di server Core Parking, quindi spegnendo i core che non sono utilizzati per risparmiare energia elettrica, ha grossa scalabilità perchè raggiunge fino a 64 processori logici, quindi molto funzionale nelle piccole e medie imprese ed è in grado di interoperare con sistemi operativi di terze parti come ad esempio Novell, Citrix e RedHat. Inoltre, in caso di necessità, è in grado anche di gestire hypervisor quali VMware.
Una delle funzionalità più importanti di un hypervisor è l’affidabilità, quindi la garanzia che le macchine virtuali che faccio girare siano in ogni momento disponibili. Microsoft Windows Server vi offre la scelta fra alta affidabilità attraverso servizi standard di clustering, sempre all’interno di Windows Server, in cui potete decidere per esempio di mettere in cluster un sistema operativo della macchina virtuale e spostarlo da uno all’altro, oppure, nella modalità più classica, mettere in cluster l’applicazione, che gira all’interno della macchina virtuale e che quindi sposta l’applicazione da una virtual machine ad un’altra. È possibile inoltre raggiungere delle soluzioni di geoclustering; se, ad esempio, si hanno due dataserver, uno primario a Milano e uno secondario a Roma, attraverso il servizio di failover cluster è possibile riattivare le macchine anche a distanza geografica.
L’altra metodologia di alta affidabilità è quella invece guidata da processi, quindi più da Virtual Machine Manager, in cui ci si rende conto che un nodo è sovraccarico per quanto riguarda la CPU e in modo automatico è possibile spostare a caldo la macchina virtuale da quel nodo ad un nodo secondario. In questo modo quindi il cliente ha la possibilità di scegliere quale tipo di alta affidabilità implementare nel suo data center; quella più tradizionale (clustering) o quella più legata ai processi (Virtual Machine Manager).
Hyper V vi fornisce i servizi per virtualizzare sia la parte server che la parte client. Il virtualizzatore permette di creare infrastrutture VDI, ma poichè le sessioni VDI hanno necessità di maggiore infrastruttura, storage e banda di rete, si possono confrontare a installanzioni di Thin Client, ovvero desktop remoto basato su sessione, e quindi potete scegliere qual’è la soluzione più economica che si adatta alla vostra realtà. Nel caso di un Task User, ovvero un utente che deve accedere in una sessione in cui deve fare semplici operazioni, vale più la pena fornirgli dei servizi Thin Client, quindi attraverso il Remote Desktop Services in quanto esso ha una scalabilità 5 volte superiore al VDI. Invece, se si ha bisogno di una macchina virtuale con i dati persistenti meglio invece il VDI.
Per raggiungere l’infrastruttura abilitata all’utilizzo di un hypervisor, vi suggeriamo, qualora siate su Windows Server 2003 di migrare a Windows Server 2008, proprio perchè ci sono delle funzionalità che vi garantiscono il supporto fino al 2018, mentre Windows Server 2003 nel 2013 finirà. Con Windows Server 2008 avrete maggiore sicurezza, una superficie d’attacco minore, riuscite a trasformare il data center da fisico a virtuale, migliorate le performance e avete anche la garanzia di compatibilità applicativa su tutti quegli applicativi che funzionano a 32 bit, in quanto è presente un layer di simulazione per quell’ambiente.
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