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Tecnologie. Diversi piccoli mondi nel grande mondo HP
Ritorniamo per un attimo ad HP Discover Vienna 2011. Nella postazione blog era presente anche un blogger italiano, a cui abbiamo avuto il piacere di fare un intervista chiedendo alcune considerazioni sia sulla fiera che sul rapporto in Italia tra informatica e impresa.
Questo blogger, che vedete nella foto accanto a Massimiliano Galeazzi, Social Media Lead per HP e responsabile della parte italiana di Converged Infrastracture, si chiama Fabio Rapposelli.
Esperto in storage e virtualizzazione, Fabio scrive per un blog che si chiama Juku (http://juku.it/), pronunciato giucu, insieme ad Enrico Signoretti, e che si occupa di tutti gli argomenti che sono legati alle infrastrutture IT, cioè storage, virtualizzazione e cloud computing cercando di tenere comunque un livello abbastanza alto della discussione, senza entrare nei dettagli tecnici proprio per fare un’opera di evangelizzazione per quanto riguarda questi temi verso gli IT manager italiani.
CI: Vuoi darci qualche impressione su HP Discover?
Fabio: L’evento è secondo me molto riuscito. Ci sono tantissimi stand, tantissime tecnologie diverse. HP di fatto è un mondo che comprende di tutto, dallo storage enterprise alla stampante consumer. Di conseguenza ci sono tantissime tecnologie che ruotano attorno tutti questi singoli piccoli mondi all’interno del grande mondo HP. È molto bello anche vederli tutti insieme e vedere quali sono le sinergie di tutti questi mondi così diversi tra loro.
Ci: Hai avuto modo di vedere i nostri stand e/o di partecipare a qualche sessione?
Fabio: Si. HP tra l’altro ha un bellissimo programma per i blogger che sono venuti qui perchè, oltre a dedicare un’area per permettere ai blogger di scrivere articoli, di fare twitting e comunque esercitare l’influenza dei social media, permette anche di avere un rapporto uno a uno direttamente con le persone chiave di HP. Quindi la possibilità di avere i cosiddetti “Coffee Talk”, ovvero persone di HP che vengono, si siedono intorno ad un tavolo insieme ai blogger e raccontano l’esperienza di HP in un determinato settore. Per esempio abbiamo parlato con la persona che gestisce tutta la parte di Enterprise Security in HP; una discussione molto interessante che sarà presente anche nel blog.
CI: Quali prodotto o soluzione hai trovato più interessanti? Quale consiglieresti alle aziende?
Fabio: Sicuramente per le aziende italiane, che sono molto spesso appartenenti al mercato SMB, uno dei prodotti nuovi annunciati proprio in questi giorni ad HP Discover a Vienna, l’X5000, che è, se vogliamo, una nuova concezione di file server aziendale, soprattutto orientato alle piccole e medie imprese, che non è solo una soluzione a se stante, di fatto composta da piccole enclosure da 3 unità con all’interno 2 server di formato blade e 16 dischi, perfetta per fare file sharing e file serving in alta affidabilità perchè fatto su 2 server che lavorano in modalità HA, ma anche un’idea di infrastruttura nuova che può essere un building block per HP in futuro, perchè di fatto questi due server condividono le porzioni dello storage, per un’eventuale espansione nel mondo della virtualizzazione. Quindi non avere solo file serving su questo blocco chiamato X5000 ma magari avere anche macchine virtuali. È un interessante sviluppo. Poi ci sono tante altre soluzioni interessanti. È stata presentata una soluzione molto innovativa soprattutto dal punto di vista delle performance nel backup; una appliance chiamata B6200 che permette di fare backup in modalità VTL con deduplica, veramente molto veloce nel restore, che è normalmente il tallone d’Achille di tutti i sistemi di backup.
CI: Sappiamo che giri molto per l’Italia anche per compiere un’opera di evangelizzazione dell’informatica. Qual’è la situazione? Quali sarebbero invece i vantaggi per le imprese nell’informatica?
Fabio: Sicuramente la crisi economica ha colpito tutti. Sono diversi anni che i budget IT si stanno restringendo sempre di più e di conseguenza gli IT manager, che devono comunque operare delle scelte, sono obbligati a fare molto di più con molto meno. Di conseguenza tutti i nuovi modelli, soprattutto quelli basati sul cloud computing, quindi il “pay as you go”, cioè “paga in base a quanto utilizzi”, cominciano a diventare molto interessanti. Prima c’era un po’ paura di portare fuori i servizi, perchè si tendeva a pensare “non so a chi do i miei dati” “non so chi li gestisce” “preferisco tenermeli in casa e magari sostenere delle spese più importanti dal punto di vista delle infrastrutture e di persone”, c’era una paura da parte delle imprese nel fornire dati ed era una paura lecita. Di fatto, le compagnie che ruotano attorno a questo mondo stanno cercando di dare delle risposte a questo problema, quindi soluzioni security molto più avanzate, organi che permettono di dare una garanzia d’indipendenza e di etica a questi enti che gestiscono i dati dei clienti. Tutto questo permette di dare più fiducia alle soluzioni cloud e in più questa forzatura data dalla crisi economica di stringere i budget fa sì che questo mercato possa crescere. Questo vale soprattutto per le piccolissime aziende che vedono nel cloud la soluzione finale perchè permette loro di non avere più le infrastrutture in casa e permette di spostare tutto fuori, ma anche per le medie e grandi aziende, che invece preferiscono avere alcuni servizi esternalizzati completamente ma preferiscono tenere in casa altri servizi in una sorta di cloud ibrido e quindi permettergli comunque di abbassare i costi.
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